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Mi sembrava un'ottima clinica, personale gentile.. finché non ho avuto problemi con il mio gatto di 8 anni. È stato curato per Fip quando Fip non era ed inevitabilmente è peggiorato fino a richiedere un intervento quando però ormai era troppo tardi. Posso comprendere l'errore di diagnosi perché non sempre è così facile trovare l'origine reale di una malattia ma il come me l'hanno fatto morire non glielo perdonerò mai. Io ed il mio gatto avevamo un rapporto simbiotico, per questo ho chiesto di rimanere con lui fino all'intervento, la risposta è stata NO. Ho chiesto allora se potevo attendere comunque la fine dell'intervento in sala d'attesa, la risposta è stata NO. L'ultimo saluto al mio gatto è stato straziante, l'ultimo suo sguardo mentre me lo portavano via era pieno di paura e disperazione, si è sentito abbandonato da me. A casa l'attesa interminabile della clinica che è arrivata dopo qualche ora: " il gatto è sopravvissuto all'intervento, ha un taglio lungo la pancia, una cannula nel naso, è vigile ma molto grave, tutti gli organi sono compromessi. Era sera ma vista la gravità della situazione chiedo di andare a vederlo, anche solo per fargli sentire il mio odore e fargli capire che la sua mamma era lì e non l'aveva abbandonato. La risposta è stata nuovamente no perche non era orario di visita, li ho supplicato ma sono stati irremovibile. Il mio gatto non ha passato la notte, è morto alle 5 di mattina.. solo. Non li perdonerò mai per questa rigidità in una situazione estrema come questa. Le regole ci vogliono, ma il buonsenso e l'umanità anche, soprattutto in un lavoro come questo. Il dolore per la perdita è nulla in confronto a quello dovuto ai sensi di colpa per aver fatto morire il mio gatto solo e per averlo fatto sentire abbandonato da me che ero la sua mamma. Hanno trattato il mio gatto come un numero senza esaminare nel profondo la situazione particolare, ma per me invece era mio figlio, era la mia ragione di vita. Mi hanno procurato un dolore assolutamente evitabile. Sono passati 4 mesi ma la sofferenza è la rabbia non si placa.